«Superare un approccio basato sulle contrapposizioni – auto contro bicicletta, trasporto pubblico contro mobilità privata – e costruire invece un sistema nel quale i diversi strumenti possano integrarsi e rispondere alle caratteristiche dei quartieri, delle frazioni e dei flussi di spostamento».
Il presidente di Confcommercio cesenate Augusto Patrignani parte dalle parole dell’assessore alla Mobilità Christian Castorri per ribadire la posizione dell’associazione sulla revisione del piano della mobilità.
«Si tratta esattamente della posizione coerente che in questi anni ha assunto Confcommercio – afferma il presidente – che ha sempre rimarcato l’esigenza di una plurimobilità che consentisse ai cesenati di spostarsi nel modo più agevole possibile all’interno della città e verso il centro storico, a seconda delle rispettive, insindacabili esigenze». Esigenze che, sottolinea, possono dipendere da molteplici fattori: «L’età, lo stato fisico, la distanza dal luogo da raggiungere, i tempi di percorrenza, la necessità di arrivare al lavoro nelle migliori condizioni possibili, così come la possibilità di dedicarsi allo shopping nei negozi preferiti arrivando con il mezzo scelto in una postazione, se non ottimale, almeno accettabile».
«Castorri sfonda una porta aperta quando afferma che va bandito ogni approccio ideologico – aggiunge Patrignani –. A noi pare, purtroppo, che in passato non sia stato sempre così, quando, ad esempio, da parte di qualche esponente veteroambientalista, chi si serviva dell’automobile, vale a dire la larghissima maggioranza dei cesenati, veniva dipinto come un inquinatore da riconvertire all’uso della bicicletta e del trasporto pubblico».
Per Confcommercio la bicicletta resta una componente importante della mobilità cittadina: «È bene potenziare e soprattutto collegare fra loro, nella Bicipolitana, le piste ciclabili». Altrettanto importante è il trasporto pubblico, «che però deve migliorare servizi e performance per rendersi appetibile anche ad altre fasce di utenza, oltre agli studenti e agli anziani».
«Parimenti virtuoso, come gli altri mezzi di spostamento, è quello dell’automobile – aggiunge Patrignani – con un mercato che va sempre più verso il full hybrid e l’elettrico riducendo ed eliminando le polveri sottili. È quindi fondamentale che un piano della mobilità non ideologico, piuttosto che interdire l’uso dell’automobile, lo renda il più agevole possibile per coloro che lo scelgono come mezzo di trasporto, anche implementando l’offerta di posti per la sosta».
La prospettiva indicata da Confcommercio è quindi quella di una «plurimobilità», nella quale tutti i mezzi siano considerati alla pari nel sistema dei valori e possano essere scelti liberamente dai cittadini in base alle proprie necessità, «piuttosto che essere irretiti da vincoli e interdizioni», conclude Patrignani.
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