A Cesena e nel territorio romagnolo il ricambio generazionale è una sfida sempre più urgente per il futuro del sistema economico. In Emilia-Romagna sono 232mila le imprese che danno lavoro a circa un milione di persone e l’età media dei titolari ha raggiunto i 52,6 anni. Un dato che, insieme alla contrazione del 17,1% dei lavoratori autonomi nel commercio e nel turismo registrata tra il 2019 e il 2025, fotografa una situazione che richiede interventi e programmazione. Confcommercio cesenate ha deciso di affrontarla mettendo a disposizione degli imprenditori un percorso di accompagnamento pensato per preparare le aziende al passaggio generazionale e alle trasformazioni necessarie per continuare a essere competitive.
A Cesena e nel territorio romagnolo il ricambio generazionale è una sfida sempre più urgente per il futuro del sistema economico. In Emilia-Romagna sono 232mila le imprese che danno lavoro a circa un milione di persone e l’età media dei titolari ha raggiunto i 52,6 anni. Un dato che, insieme alla contrazione del 17,1% dei lavoratori autonomi nel commercio e nel turismo registrata tra il 2019 e il 2025, fotografa una situazione che richiede interventi e programmazione. Confcommercio cesenate ha deciso di affrontarla mettendo a disposizione degli imprenditori un percorso di accompagnamento pensato per preparare le aziende al passaggio generazionale e alle trasformazioni necessarie per continuare a essere competitive.
«Il trend relativo all’età media dei titolari è costante in tutta la regione – sottolinea Augusto Patrignani, presidente di Confcommercio cesenate –. Le imprese ci parlano spesso di ricambio generazionale soltanto quando hanno già deciso di non proseguire l’attività, senza avere avviato prima un percorso di pianificazione. È invece fondamentale intervenire per tempo, perché il passaggio di testimone non può essere improvvisato. Botteghe e negozi sono particolarmente esposti al rischio di chiusura quando cessa l’attività del titolare originario. Il nostro obiettivo è aiutare gli imprenditori a individuare le condizioni per garantire continuità, salvaguardando il valore costruito negli anni».
L’iniziativa di Confcommercio cesenate non si limita ad affrontare gli aspetti legati alla successione proprietaria, ma considera l’impresa nella sua interezza. Il ricambio, infatti, può diventare l’occasione per rivedere l’organizzazione, aggiornare le tecnologie, rafforzare la presenza sul mercato e introdurre nuove competenze. Il percorso parte da un’analisi approfondita dell’azienda, una vera fotografia della situazione organizzativa, gestionale, economico-finanziaria e commerciale, per individuare criticità, potenzialità e interventi necessari.
«Le imprese storiche necessitano di un superamento del digital divide e di un adeguamento tecnologico, con investimenti nella digitalizzazione e strategie di marketing all’avanguardia per restare competitive – spiega Alberto Pesci, vicedirettore di Confcommercio cesenate –. Chi subentra deve farsi carico anche di questa ristrutturazione, perché non basta raccogliere l’eredità di un’attività: occorre prepararla alle condizioni del mercato di domani. Servono risorse finanziarie, investimenti materiali e immateriali e nuove professionalità».
L’analisi riguarda anche le competenze manageriali, la gestione delle risorse umane, le professionalità intermedie, la sostenibilità ambientale e gli adempimenti di compliance. L’obiettivo è costruire un quadro preciso delle esigenze aziendali e individuare strumenti, capitali e investimenti per sostenere la transizione, integrando l’esperienza di chi ha guidato l’impresa con le capacità e le conoscenze delle nuove generazioni.
«Programmare il ricambio significa tutelare il valore delle imprese, il lavoro e la vitalità economica del territorio – conclude Patrignani –. Vogliamo che gli imprenditori affrontino questa fase con consapevolezza, senza arrivare alle decisioni quando ormai è troppo tardi. La continuità aziendale si costruisce nel tempo, attraverso scelte responsabili e una visione di lungo periodo».
«Il trend relativo all’età media dei titolari è costante in tutta la regione – sottolinea Augusto Patrignani, presidente di Confcommercio cesenate –. Le imprese ci parlano spesso di ricambio generazionale soltanto quando hanno già deciso di non proseguire l’attività, senza avere avviato prima un percorso di pianificazione. È invece fondamentale intervenire per tempo, perché il passaggio di testimone non può essere improvvisato. Botteghe e negozi sono particolarmente esposti al rischio di chiusura quando cessa l’attività del titolare originario. Il nostro obiettivo è aiutare gli imprenditori a individuare le condizioni per garantire continuità, salvaguardando il valore costruito negli anni».
L’iniziativa di Confcommercio cesenate non si limita ad affrontare gli aspetti legati alla successione proprietaria, ma considera l’impresa nella sua interezza. Il ricambio, infatti, può diventare l’occasione per rivedere l’organizzazione, aggiornare le tecnologie, rafforzare la presenza sul mercato e introdurre nuove competenze. Il percorso parte da un’analisi approfondita dell’azienda, una vera fotografia della situazione organizzativa, gestionale, economico-finanziaria e commerciale, per individuare criticità, potenzialità e interventi necessari.
«Le imprese storiche necessitano di un superamento del digital divide e di un adeguamento tecnologico, con investimenti nella digitalizzazione e strategie di marketing all’avanguardia per restare competitive – spiega Alberto Pesci, vicedirettore di Confcommercio cesenate –. Chi subentra deve farsi carico anche di questa ristrutturazione, perché non basta raccogliere l’eredità di un’attività: occorre prepararla alle condizioni del mercato di domani. Servono risorse finanziarie, investimenti materiali e immateriali e nuove professionalità».
L’analisi riguarda anche le competenze manageriali, la gestione delle risorse umane, le professionalità intermedie, la sostenibilità ambientale e gli adempimenti di compliance. L’obiettivo è costruire un quadro preciso delle esigenze aziendali e individuare strumenti, capitali e investimenti per sostenere la transizione, integrando l’esperienza di chi ha guidato l’impresa con le capacità e le conoscenze delle nuove generazioni.
«Programmare il ricambio significa tutelare il valore delle imprese, il lavoro e la vitalità economica del territorio – conclude Patrignani –. Vogliamo che gli imprenditori affrontino questa fase con consapevolezza, senza arrivare alle decisioni quando ormai è troppo tardi. La continuità aziendale si costruisce nel tempo, attraverso scelte responsabili e una visione di lungo periodo».
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