- Novembre 20, 2012
- Posted by: Enrica Esposito
- Categoria: News
Effetti del decreto Salva Italia sui pubblici esercizi è il tema dell'incontro che si è tenuto il 26 marzo alla sala convegni della Confcommercio cesenate. Sono intervenuti Angelo Malossi, presidente Fipe bar del comprensorio cesenate, Gian Antonio Manuzzi, consulente fiscale, Beatrice Danesi, consulente del lavoro, Paolo Lucchi, presidente Fipe ristoratori del comprensorio cesenate.
“Nel 2011 – informano i presidenti Fipe Lucchi e Malossi – l’Emilia Romagna è risultata la Regione con saldo negativo più alto tra tasso di nascita e di mortalità del pubblico esercizio con 685 imprese rispetto al 2010, di cui 356 bar e 329 ristoranti. La provincia di Forlì-Cesena detiene il 9,15% delle attività di pubblico esercizio regionale. Nella nostra provincia si è verificato un saldo negativo di 89 pubblici esercizi nel 2011 e risulta la seconda provincia, dopo quella di Bologna, per saldo negativo più alto. A chiudere sono stati soprattutto i bar rispetto ai ristoranti, i quali sono molto più diffusi rispetto ai bar (1177 ristoranti in provincia, contro 991bar). Il turn over nel settore -proseguono i presidenti Fipe baristi e ristoratori – continua a rimanere elevato (con una media di 2 anni) a conferma della sostanziale fragilità del tessuto produttivo del settore accentuata dalla crisi. Un turn over assai rilevante che smentisce i luoghi comuni intorno al bar definito visto come impresa di semplice gestione e facili guadagni. È per contrastare questo trend che la Fipe del comprensorio cesenate ha deciso di mettere in campo alcune iniziative a difesa del pubblico esercizio, a partire da quelle sulla formazione".