Concessionarie spremute da crisi e tasse

L’Acac, associazione delle concessionarie di autoveicoli di Cesena che aderisce a Confcommercio, ha chiesto al Comune di contenere l’aumento delle tasse locali.
“Aumentare al 10,6 l’aliquota Imu è una scelta che si ripercuote seriamente  contro le imprese – spiega Antonio Pulzoni, presidente Acac – anche perchè in questo modo si fanno pagare alle imprese stesse i costi del  nevone, dopo che esse sono state le prime a subire danni notevoli alle strutture e al fatturato.  Ma l’Imu non è l’unica tassa che ci preoccupa. Ci sono tariffe che a fine anno possono fare la differenza nei nostri bilanci: ad esempio le 15 concessionarie territoriali versano al Comune quasi cento mila euro di insegne all’anno e ad Hera per le varie utenze versiamo oltre duecento mila euro. Chiediamo al Comune che si  tenga conto dell’importanza del nostro settore e si mettano in campo più azioni a sostegno, a paritre da una minore tassazione”. L’Acac sottolinea inoltre come le concessionarie partecipino in larga misura all’occupazione della forza lavoro, investendo molto sulla formazione, qualità del servizio, innovazione e in questo periodo di crisi stiano impegnandosi con grandi sacrifici per rimanere sul mercato e mantenere i propri impegni occupazionali, finanziari ed economici.
“Il nostro settore è già in grande difficoltà con la crisi – continua la vice presidente Elena Babbi – e inoltre da agosto 2011 dobbiamo pagare anche lo scotto del raddoppio dell’imposta provinciale sulle immatricolazioni e passaggi d'auto, oltre che l’aumento delle aliquote accise che coinvolge tutta la categoria, senza parlare dello sciopero  Bisarche che ha impedito l’arrivo delle auto nuove che ha inciso sullevendite di questi ultimi mesi. Le concessionarie del territorio contano  complessivamente oltre 300 dipendenti e se allarghiamo il raggio alle 70 officine autorizzate la forza lavoro occupata quasi raddoppia”.