- Gennaio 22, 2013
- Posted by: Enrica Esposito
- Categoria: News
Mentre tutta l'attenzione si polarizza sull'entrata in funzione di Icarus, sui tanti accessi illegittimi dei primi giorni, sull'ansia se non fobia da multa che si sta diffondendo in chi deve recarsi in centro storico, vale la pena rimarcare ancora una volta quello che la Confcommercio cesenate ha sempre sostenuto: Icarus in sè non può essere criticato, ma nel contesto in cui viene reso operativo fa sì che tutta l'attenzione si è concentri su un deterrente, peraltro in sé legittimo, e non su un favorente, cioé su un dispositivo che accresce l'accesso e la fruibilità del centro.
Proviamo a contestualizzare. I decenni scorsi: l'ardita scelta amministrativa di realizzare, unico comune del territorio, i grandi centri commerciali a ridosso del centro, serviti da ampi parcheggi gratuiti. La tesi (che definire ingenua è generoso) fu: 'ma no, tranquilli, i clienti fanno la spesa alimentare ai grandi centri, poi si spostano in centro storico per gli altri acquisti, non sono centri commerciali competitivi al centro, con il quale si integreranno'. Mancano solo Biancaneve e i sette nani per finire la favola.
Gli anni successivi: allargamento della zona pedonalizzata, aumento del costo della sosta, chiusura di parcheggi. Ora: Icarus. Tutto ci concentra su come rendere il cuore della città come uno di quei vecchi salotti delle case nobiliari non più utilizzati da tempo che quando entri magari dici "Oh, com'è bello!", ma poi noti la polvere provocata dal tempo sulle poltrone mai utilizzate.
E allora: mentre in centro crescono i locali sfitti, mentre la crisi del commercio non accenna a stemperarsi e si abbassano le serrande, per chi ha memoria storica Icarus diventa una sorta di ultimo anello di una catena che da più lustri ha mortificato la fruibilità del centro storico e il suo commercio. E' per quello che noi diciamo che Icarus va contestualizzato e che in sé non si può criticarlo, ma come in tutte le cose i tempi sono decisivi.
Renderlo operativo adesso, con questa spesa, mentre i negozi chiudono, è semplicemente intempestivo e anacronistico, così come lo è chiudere il parcheggio di piazza della Libertà, un altro passo verso quel salotto bello ma vuoto in cui nessuno si siede sulle poltrone e ci ritroveremo così un bel centro-museo con i reperti della vita che fu.
Corrado Augusto Patrignani, presidente Confcommercio