Chiusura di negozi, bisogna reagire con i fatti subito

La sofferenza del commercio al dettaglio e la chiusura dei negozi nel 2012 e in questo scorcio del 2013 sono sotto gli occhi di tutti. Piangersi addosso non serve, tuttavia; bisogna reagire. Con risposte rapide e a tutti livelli. Serve un Governo in grado di governare e riattivare la crescita e il lavoro, servono governabilità e cambiamento (come abbiamo chiesto nella mobilitazione del 28 gennaio quando abbiamo chiesto alla politica di non mettere in liquidazione le imprese), occorre che i partiti si tolgano la loro giacca e indossino quella del Paese e venga trovata una soluzione non presto, ma prestissimo.

A livello territoriale serve un piano speciale per salvare la città e i nostri Comuni dalla desertificazione commerciale, un problema di tutti, in primis dei commercianti, ma anche dei cittadini e degli amministratori. La città, i negozi, il commercio sono di tutti. Va bene l'iniziativa di riaccendere le vetrine spente, ma certo non basta. Attorno a un tavolo – può essere quello della cabina di regia per la governance del cuore della città ormai in dirittura d'arrivo – occorre approntare un decalogo di interventi per far fronte all'emergenza. Pochi ma chiari e fattibili. Il potere d'acquisto è basso, la crisi morde, c'è chi perde il lavoro e non può spendere, ma la salvaguardia della rete distributiva cesenate deve essere un obiettivo comune e l'amministrazione ha il compito di mettere in atto un dispositivo di interventi efficaci per rendere il centro storico della città più fruibile e attrattivo spingendo il cittadino cliente a sceglierlo come meta dello shopping.
A parere della Confcommercio la questione dei parcheggi non è certo l'unica, ma rappresenta un punto di debolezza della città. L'eventuale chiusura del parcheggio di piazza della Libertà, in questo contesto e in queste condizioni di negozi che chiudono, avrebbe il sapore di un affronto. Il sindaco ha fatto sapere che se non arrivano i finanziamenti regionali l'intervento sulla piazza e la sua pedonalizzazione saranno sospesi. Per la prima volta tifiamo per il blocco dei finanziamenti!

La libertà d'acquisto è sacra, ma un appello ai cesenati a comprare a Cesena e per Cesena non è fuori luogo. La qualità dell'offerta commerciale cittadina del centro è d'altra parte rinomata e non teme confronti in Romagna. In una fase così critica serve anche ottimismo e con il Comune si può studiare una strategia per pubblicizzare le nuove imprese che aprono, nonostante il contesto sfavorevole. Ce ne sono. Avrebbero bisogno di incentivi, sconti fiscali e tariffari e anche di visibilità. Non è retorica pensare che quando si accende una vetrina la festa diventi del Comune e di tutta la città.
Perché non cominciare a far diventare notizia pubblica anche l'apertura di nuove attività?