- Novembre 19, 2012
- Posted by: Enrica Esposito
- Categoria: News
Caro direttore,
faccio il commerciante su aree pubbliche da quando avevo i pantaloni corti e ho sempre amato il mio lavoro. Sono diventato presidente cesenate e regionale della Fiva Confcommercio, nonchè vicepresidente nazionale degli ambulanti, credo anche per la passione che nutro verso i mercati ambulanti come ambito non solo di affari, ma di incontro e relazioni nel cuore delle nostre città.
Insomma: come luogo di vita e di cultura, di cui noi operatori commerciali su aree pubblica siamo alimentatori.
È per questo che di fronte alla direttiva del ministro della cultura Ornaghi, che potrebbe diventare legge (?!) e che intende allontanare l'esercizio di attività commerciali e artigianali su aree pubbliche di valore storico e archeologico – cioé dai centri storici – dico che sono semplicemente basito.
In particolare per il fatto che dal suo autorevole pulpito proprio il Ministero della cultura possa aver solo pensato a questo inconcepibile provvedimento.
Il ministro Ornaghi venga a Cesena e vada dovunque in Italia, in un tour che sarebbe illuminante, a visitare i mercati e a constatare sul posto come sono una realtà inimamente e intrinsecamente legata ai luoghi in cui da molti decenni e in taluni casi – come Cesena -.da secoli si svolgono.
Piazza del Popolo a Cesena è la piazza del mercato. Spostare altrove il mercato, in periferia o dovunque, non significa solo fare il male degli ambulanti, ma soprattutto fare il male della città e delle persone, stravolgerne l'identità storica, sociale e culturale e favorire disappropriazione e straniamento dei cittadini.
Che triste e assurdo paradosso: un'operazione così anticulturale avviata proprio dal Ministero della cultura.
Alverio Andreoli,
presidente Fiva Confcommercio cesenate