- Luglio 20, 2018
- Posted by: Enrica Esposito
- Categoria: News
Fino al 30 settembre 2018 i locali pubblici del comprensorio cesenate non potranno più servire né cibi contenenti uova crude, né insaccati freschi che non siano stati cotti adeguatamente.
Lo stabiliscono le ordinanze firmate dai Sindaci dei Comuni del comprensorio che fornisce precise indicazioni in materia ai locali di ristorazione pubblica e collettiva (ristoranti, mense, self service…), agli alberghi e a tutti gli esercizi di ospitalità.
Da un lato, infatti, l’ordinanza vieta la somministrazione di prodotti alimentari contenenti uova crude e non sottoposti, prima del consumo, a trattamento di cottura, e dall’altro raccomanda l’adeguata cottura di insaccati freschi.
Il provvedimento ha l’obiettivo di evitare casi infezione da salmonella, tenuto conto che nella stagione estiva il rischio è maggiore, che alcune categorie più fragili (come anziani, bambini piccoli, immunodepressi) se infettati rischiano gravi conseguenze, e che gli alimenti con uova crude e gli insaccati risultano frequentemente coinvolti in episodi di questo tipo.
Già da diversi anni con l’arrivo dell’estate il Comune di Cesena adotta questa misura per le uova crude a cui, quest’anno si affianca anche l’attenzione per gli insaccati freschi: a dimostrare la sua efficacia una progressiva riduzione nel numero degli episodi di tossinfezione alimentare.
Chi non si atterrà alle disposizioni contenute nell’ordinanza rischia un’ammenda o perfino l’arresto, così come prevede l’articolo 650 del Codice Penale.