Cari pubblici esercizi, forza che ce la facciamo!

L’INCORAGGIAMENTO DEI PRESIDENTI DI FIPE CONFCOMMERCIO CESENATE AGLI IMPRENDITORI CON  I LOCALI CHIUSI

Cari amici, colleghi e amici imprenditori dei pubblici esercizi, vi scriviamo questa lettera in un momento così difficile per farvi sentire tutta la mia vicinanza a nome della Fipe Confcommercio, che vi è accanto e vi accompagna in questa fase di emergenza sanitaria, ma anche economica e sociale che scontiamo in prima persona, in quanto da più settimane siamo fermi ai box e non possiamo lavorare, tranne quegli esercizi che effettuano la consegna dei pasti a domicilio. Ormai è  da più di un mese che le nostre attività sono state coinvolte nella lotta contro l’epidemia, che ha purtroppo richiesto la nostra chiusura. 

Non abbiamo memoria di un momento anche solo lontanamente simile: è chiaro che  siamo di fronte ad un’esperienza che nessuno di noi ha mai affrontato  prima.

 

Il lavoro che la squadra di Fipe Confcommercio sta svolgendo su tutti i  fronti è senza sosta e ci ha già permesso ad oggi di ottenere alcuni risultati importanti e niente affatto scontati: dalla  possibilità di continuare a lavorare a domicilio, all’estensione degli ammortizzatori sociali, dal differimento delle prime scadenze fiscali e contributive, al rafforzamento della dotazione del Fondo Centrale di  Garanzia per il credito. Stiamo profondendo a tutti i livelli uno sforzo senza precedenti  con passione, dedizione e massima professionalità per accompagnare le imprese in questa traversata.

 

La Fipe chiede in particolare che si rafforzino le misure a sostegno della liquidità delle imprese, erogandola con immediatezza, tanto in termini di moratoria fiscale e di ristoro di cadute di fatturato e di danni, quanto di impulso all’erogazione del credito e di riconoscimento sul piano delle relazioni commerciali e dei rapporti contrattuali della conseguenza dell’epidemia Covid-19 come “causa di forza maggiore”, oltre ad altri interventi sul terreno sociale e della difesa del lavoro,  dipendente e autonomo.

 

Con il miglioramento della situazione sanitaria si incomincia a vedere un po’ di luce in fondo al tunnel. Con realismo siamo consapevoli che qualsiasi contributo pubblico non compenserà mai integralmente i danni  scaricati sulle imprese; così come siamo consci che il rientro alla nuova normalità  richiederà tempi medio-lunghi, soprattutto nel settore della socialità, che è quello dei pubblici esercizi. Intanto lavoriamo per ripartire, e per ripartire serviranno nuove più semplici regole, politiche innovative, risorse a sostegno di investimenti mirati a dare impulso alla domanda.

 

Intanto ci attreziamo per ripartire e come Fipe Confcommercio  chiediamo che ci vengano chiariti i protocolli da rispettare. Nel frattempo vi invitiamo a rimanere aggiornati sulle tante attività e richieste che la Fipe sta portando avanti, consultando i nostri canali social, il sito della Fipe cesenate e quello della Confcommercio di Cesena, che permettono a tutti di rimanere  costantemente informati sull’andamento della crisi e sugli strumenti a disposizione per fronteggiare e limitare i danni economici e sociali derivanti da questa emergenza e naturalmente facendo riferimento alle nostre delegazioni e ai loro referenti presenti in ogni territorio.

 

Angelo Malossi, presidente Fipe baristi cesenate,

Vincenzo Lucchi, presidente  Fipe ristoratori cesenate

 

Le proposte di Fipe Confcommercio per il sostegno a bar e ristoranti

Fipe Confcommercio sta lavorando con un apposito gruppo di esperti per la cosiddetta fase due legata al processo di riapertura delle attività. 

Le nostre principali richieste al Governo sono: 

  • possibilità da subito di svolgere  attività di asporto ‘take away‘ adottando tutte le misure di cautela previste per gli altri esercizi commerciali; 
  • apertura graduale di bar e ristoranti rispettando le prescrizioni e i protocolli; 
  • definizione di un piano di aperture basato su dati misurabili e contingentati differenziati su base regionale; 
  • definizione di parametri e delle misure da adottare per la protezione di lavoratori e di clienti. 

 

A queste proposte si uniscono le richieste alla politica riguardanti una serie articolata di provvedimenti, fra cui indennizzi a fondo perduto per il periodo di chiusura e liquidità immediata per ripartire, stop al fisco, moratoria affitti, covid-19 ritenuto causa di forza maggiore per la sospensione e la rimodulazione contrattuale nei confronti dei fornitori, fondo di integrazione salariale  e cassa in deroga per tutti i pubblici esercizi.

 

Fipe ha inoltre varato una serie di servizi aggiuntivi e interventi straordinari a supporto della categoria fra cui l’avvio di piattaforme per permettere agli operatori l’unica attività consentita finora a norma di legge, la consegna dei pasti a domicilio, e l’avvio della piattaforma Dining Bond, per prenotare oggi  il pranzo e la cena di domani.