- Novembre 3, 2012
- Posted by: Enrica Esposito
- Categoria: News
Il pretesto dialettico del riordino istituzionale, tema del Vox populi promosso a Confcommercio cesenate a Teleromagna, è stata l'occasione per un dibattito ad ampio raggio su questa stagione politica di straordinaria precarietà a cui fa da sfondo la terribile crisi economica e la necessità assoluta di alimentare la crescita per i cittadini e le imprese.
A dibattere si sono ritrovati il presidente Confcommercio cesenate Corrado Augusto Patrignani, l'on. Sandro Brandolini (Pd); il consigliere regionale Pd Damiano Zoffoli; il segretario provinciale Lega Nord Iacopo Morrone; Gianfranco Miro Gori, sindaco di San Mauro Pascoli, Samuele Albonetti, del coordinamento regionale Mar, Alessandro Rondoni, capogruppo Pdl in consiglio comunale a Forlì. In collegamento telefonico il sindaco di Piacenza Roberto Reggi.
Secondo Brandolini la riorganizzazione istituzionale dovrebbe partire dalle regioni: ne basterebbero otto o dieci e anche i comuni dovrebbero essere più accorpati. No quindi alla Regione Romagna perché già ce ne sono troppe.
Per Damiano Zoffoli il prossimo Parlamento dovrà provvedere al dimezzamento dei parlamentari in Camera e Senato. Dovrà essere un governo funzionale al cambiamento, cioè costituente. Zoffoli ha messo in luce che da un sondaggio su Cesena e Forlì è risultato che ben il 40% dei cittadini oggi non si riconosce più in uno schieramento preciso. Per Rondoni le province devono essere abolite tutte. “Occorre una Regione Romagna – ha detto – con facoltà di interloquire con Stato e Bruxelles. La Provincia Romagna invece allontanerà di più la politica dal territorio senza risparmiare sui costi. Serve dunque un referendum sulla Regione Romagna".
Referendum a cui si è detto favorevole il sindaco Miro Gori, che pure non è d'accordo sulla Regione Romagna. “Sono a favore del referendum per la Romagna che secondo me i cittadini valuterebbero positivamente, così come stiamo facendo per il comune unico del Rubicone”. L'esponente del Mar ha ribadito la necessità della Regione Romagna per far sì che il territorio romagnolo goda di più delle proprie risorse.
Morrone per la Lega ha proposto che il70% delle risorse locali rimangano ai comuni Il sindaco di Piacenza ha detto che la riforma delle Province è stata fatta troppo in fretta. Per il presidente Confcommercio Patrignani il vero problema non è il riordino istituzionale delle Province (Confcommercio è dal canto suo favorevole al referendum sulla regione Romagna), ma il riordino delle tasse e della burocrazia per sostenere le imprese e favorire la crescita.