- Novembre 20, 2012
- Posted by: Enrica Esposito
- Categoria: News
Dalla crisi si esce insieme, complementari e senza conflittualità. È il messaggio uscito da Vox Populi promosso il 28 giugno a Teleromagna da Confcommercio con il presidente Corrado Augusto Patrignani che ha dialogato con l'ex parlamentare Roberto Pinza, con il presidente della Provincia Massimo Bulbi, il consigliere regionale del Pdl Marco Lombardi, Germano Lucchi, presidente della Cassa di Risparmio di Cesena e i capi d’area degli istituti di credito Cariromagna Stefano Capacci, Banca Popolare dell’Emilia Romagna Massimo Versari e Unicredit Luca Lorenzi.
Patrignani ha chiesto più fiducia e per le imprese non solo da parte delle banche a cui Confcommercio ha presentato un protocollo salvacredito ma dal sistema pubblico attraverso lo sgravio burocratico e lo sfoltimento dei regolamenti. In particolare il calo del 6% dei consumi, che si avverte anche nel nostro territorio, va contrastato con provvedimenti tempestivi per ridare potere d'acquisto ai cittadini.
L'on. Pinza ha spaziato su temi di macroeconomia e ha rimarcato che il ritorno alla lira è una assurdità improponibile e antistorica, affermando che il problema è di governare questa fase di difficoltà con la politica del rigore, come sta facendo il Governo, ma alimentando la crescita, avviando una massiccia opera di dismissione di beni pubblici.
Bulbi ha chiesto alle banche di non penalizzare le piccole imprese, vale a dire le oltre 38.700 imprese provinciali sotto i 9 dipendenti su un totale di oltre 40mila e di concedere i fidi richiesti per la gestione della liquidità. Ha inoltre agitato lo spettro del 176 fallimenti di imprese provinciali in Provincia negli ultimi tre anni, che potrebbero aumentare.
I capi area degli istituti bancari hanno replicato che a mancare non sono le concessioni di credito, ma le richieste dei crediti. Le banche sono impegnate a razionalizzare il credito e – ha rimarcato Capacci di Cariromagna – non possono permettersi di essere rigorosi nella gestione del contenzioso con gli insolventi. La crisi tocca anche le banche che e stanno restringendo gli sportelli.