- Aprile 20, 2020
- Posted by: Enrica Esposito
- Categoria: News
Il presidente Fiva Confcommercio Andreoli incoraggia la categoria e chiede un protocollo per la fase 2
Ormai da un mese e mezzo i mercati ambulanti sono sospesi e le imprese di commercio su aree pubbliche sono senza lavoro. Come presidente della Fiva Confcommercio regionale e del comprensorio cesenate parto proprio di qui: il primo messaggio che voglio lanciare è quello di un incoraggiamento e di un abbraccio corale a tutti i commercianti ambulanti privati, per contrastare il contagio, del diritto a svolgere il proprio lavoro e, pertanto, senza reddito.
CE LA FAREMO. Il momento è duro e difficile, ma dobbiamo avere fiducia: lo supereremo e ce la faremo a tornare con i nostri banchi nelle piazze e nei luoghi del mercato. Torneremo al nostro amato lavoro.
Ce la faremo, non ho dubbi. Il secondo messaggio al quale tengo molto riguarda quello che Fiva Confcommercio, che ho l’onore di presiedere a livello regionale e cesenate, e di cui sono vicepresidente nazionale, sta facendo per i suoi imprenditori associati e per tutta la categoria. Fin dal primo momento della emergenza Fiva Confcommercio, conscia della gravità della situazione derivante dal fermo delle attività in conseguenza dell’emergenza epidemiologica Covid-19, si è spesa e si sta spendendo senza sosta per accompagnare i commercianti su aree pubbliche in questa impegnativa traversata. Se le misure previste per il lavoro sono notevoli, per le nostre imprese, quasi tutte a conduzione familiare, il ricorso agli ammortizzatori è pressoché irrilevante. Abbiamo necessità della liquidità, che ci viene a mancare dall’attività, di norme per rilanciarci, di credito per sopravvivere.
Ancora prima del decreto legge 18/20 e, successivamente, in sede di proposte modificative, Fiva ha avanzato una serie di richieste a sostegno della liquidità delle imprese, in termini di moratoria fiscale e di ristoro per le cadute di fatturato, per le semplificazioni in materia di erogazione del credito.
LE RICHIESTE. Per il comparto del commercio su aree pubbliche sono necessarie misure di sostegno finalizzate sul medio-lungo periodo, tenuto conto del fatto che, quando sarà possibile ripartire, il nostro settore sarà quello più esposto a disposizioni restrittive circa gli assembramenti. Non possiamo nasconderci la verità: quando si ripartirà, avremo grossi problemi per rilanciare i nostri fatturati.
In questo senso Fiva Confcommercio avanza richieste eccezionali pienamente giustificate dalla situazione emergenziale: la concessione di una indennità di misura congrua e, soprattutto, da liquidare con procedure semplificate; la sospensione integrale del versamento dei contributi previdenziali e tributari almeno fino a ottobre 2020 e, qualora non fosse possibile, il rinvio di questi adempimenti all’anno 2021 con recupero graduale e rateizzato; abbattimento integrale dei tributi locali (Cosap e Tari) per il primo semestre del 2020 ovvero, in alternativa, la sospensione e il rinvio al 2021 dei relativi adempimenti con recuperi graduali, rateizzati e ridotti del 50%. Altre richieste: l’istituzione di un fondo, presso il Mef o presso il Mise, specifico per il commercio su aree pubbliche per l’abbattimento degli interessi su finanziamenti concessi agli operatori in modalità semplificate.
PROTOCOLLI SANITARI PER RIPARTIRE. Ed ora la terza ed ultima parte del messaggio che si allarga verso l’orizzonte del futuro. Il nostro è un mestiere in cui, oltre alla propria capacità, conta il patto che si perfeziona con le aree pubbliche e i Comuni che le gestiscono. Anche prima della pandemia, Fiva aveva rimarcato da tempo che bisognava alzare l’asticella della qualità dei mercati con tutto quello che ne discende: maggiore formazione della categoria, spazi attrezzati adeguatamente dalle pubbliche amministrazioni, incremento dei servizi comuni a beneficio dei fruitori e di tutta la collettività. A maggior ragione ora questi aspetti diventano imprescindibili per la ripartenza e la ricostruzione.Che deve essere rapida. Noi ci auguriamo che dalla data del tre maggio si possa provvedere alla riapertura e all’ordinario svolgimento delle nostre attività, in quanto la categoria rischia un tracollo irreversibile a danno di titolari, coadiuvanti e dipendenti. Vogliamo essere protagonisti della fase due, con tutte le precauzioni che ci chiederanno di adottare. Per semplificare la ripartenza dei mercati e per favorire le ottimali ondizioni tecnico-logistiche, Fiva è pronta al dialogo con gli organi competenti per l’approntamento delle linee guida per la salvaguardia della salute. Chiediamo alla Regione di attivarsi immediatamente per mettere a punto un protocollo settoriale sanitario riservato ai mercati. Gli imprenditori su aree pubbliche, dal canto loro, debbono farsi trovare preparati, e la Fiva lavora anche per questo, per individuare un percorso di regole sia comportamentali sia fisiche che aiutino la clientela ad abbattere anche le remore psicologiche e ritornare in serenità agli acquisti.
Cari ambulanti, siamo abituati a una vita di difficoltà e sacrifici. Supereremo anche questa avversità. Dai che presto ripartiamo!
ALVERIO ANDREOLI
presidente Fiva Confcommercio regionale e cesenate