- Novembre 19, 2012
- Posted by: Enrica Esposito
- Categoria: News
Negozi di alimentari cesenati in affanno nella gestione della liquidità e dei flussi di cassa, nel rapporto coi fornitori e burocrazia dei contratti a causa del cosiddetto Decreto Liberalizzazioni che dal 24 ottobre scorso ha introdotto nuove regole per la vendita di prodotti agricoli ed agroalimentari, come l’obbligo della forma scritta per i contratti e l’obbligo di pagamento a 30 giorni per le merci deperibili.
"I piccoli negozi alimentari – afferma il presidente Fida Confcommercio (dettaglianti alimentari) cesenate Giancarlo Andrini – sono gravemente penalizzati. I pagamenti anticipati mettono in crisi i picocli dettaglianti.
Con il Decreto lo Stato entra in maniera pesante nella contrattazione privata e non valgono più gli accordi, tanto meno quelli verbali, presi fra commercianti e fornitori, come avveniva finora.
L’introduzione dell’obbligo di pagamento del corrispettivo entro termini inderogabili di 30 giorni per le merci deteriorabili e di 60 giorni per tutte le altre merci è un irrigidimento che sta producendo effetti negativi sull’equilibrio finanziario delle imprese di settore, già fortemente provate dalla mancanza di liquidità e dalla difficoltà nella concessione del credito.
In un momento di difficoltà economica e di acuta contrazione dei consumi l’entrata in vigore di questa norma mette ancora più in difficoltà i piccoli negozi.
Il Governo deve aggiustare la norma, introducendo correttivi per ridurre l’impatto del provvedimento sulle imprese della filiera della distribuzione alimentare".