- Novembre 20, 2012
- Posted by: Enrica Esposito
- Categoria: News
Il dato recentemente emerso su un calo delle compravendite immobiliari nella provincia di Forlì-Cesena stimabile sul 14% può dar adito ad equivoci e va meglio illustrato.
Lo sostiene la Fimaa Confcommercio, il sindacato degli agenti immobiliari cesenati presieduto da Silvia Spronelli. "Il dato – informa il segretario Fimaa Massimo Montanari – riguarda la situazione provinciale nel suo insieme, ma vanno distinti il comprensorio cesenate da quello forlivese perchè si tratta di due realtà marcatamente differenti sotto il profilo delle caratteristiche e delle quotazioni.
Si tratta di differenze che nel comprensorio cesenate possono toccare sino a un 30% in più del valore degli immobili in quanto sono collocati in zone più ambite e con maggiore richiesta da parte della clientela. Pur in una fase di forte crisi nel settore immobiliare non vi è stato un calo percentuale del 14% nel Cesena, bensì molto minore. Addirittura in controtendenza è la zona dell'Alta Valle del Savio, dove in questi due anni il costruito è stato collocato sul mercato. I prezzi nell'Alto Savio sono più bassi rispetto alle altre zone del comprensorio cesenate ed è per questo che stanno calamitando sempre più nuclei familiari anche dalla pianura".
"Solo a partire dalla fine del 2011 le vendite sono calate a causa della crisi, ma non nella percentuale del 14% – ribadisce il presidente Silvia Spronelli-. Un ridimensionamento inevitabile se si pensa al clima che si sta vivendo, all’incertezza del lavoro, alle banche che non concedono più mutui e quando li concedono arrivano solamente al 60-70% della somma richiesta. Il tutto porta i possibili acquirenti ad aspettare il momento in cui i prezzi si abbasseranno ed i venditori quello in cui il momento difficile sarà superato.
Per questo il mercato degli affitti si alimenta degli immobili invenduti, sempre più numerosi, frutto dell’investimento nel mattone, la soluzione preferita e più sicura per gli italiani, popolo di risparmiatori per eccellenza. E mettere a reddito il proprio immobile garantisce sempre un buon rendimento, circa il 6% in media; molto più di quanto possano garantire i titoli di stato (poco più del 3%) o i ballerini investimenti in borsa".