- Novembre 24, 2015
- Posted by: Enrica Esposito
- Categoria: News
“Legalità mi piace”: parola di imprenditori.
Confcommercio cesenate che associa 2.100 imprese, domani celebrerà l’evento “Legalità mi piace”, promosso come avviene ormai da anni da Confcommercio nazionale con il coinvolgimento di oltre 60 associazioni territoriali della Confederazione e oltre 20mila imprenditori del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti collegati in diretta streaming.
Interverranno il ministro della Giustizia Orlando e del ministro dell’Interno Alfano.
Presso le sedi territoriali di Confcommercio cesenate verranno effettuati collegamenti streaming. Lo slogan dell’iniziativa è “Legalità mi piace” e l’obiettivo è denunciare l’entità e le conseguenze sull’economia reale dei fenomeni illegali. “Tra i fenomeni illegali che preoccupano gli operatori regolari – dice il presidente Confcommercio cesenate Corrado Augusto Patrignani – spiccano l’acquisto di prodotti illegali/contraffatti e l’utilizzo di servizi erogati da parte di soggetti non autorizzati. Tra ii prodotti contraffatti è in aumento l’acquisto di abbigliamento e di calzature, ma diminuisce, l’acquisto dei prodotti contraffatti appartenenti alle categorie potenzialmente più pericolose per la salute, come prodotti alimentari, cosmetici e profumi, farmaci. Tra gli effetti più dannosi prodotti dalle diverse forme di illegalità le imprese del commercio, del turismo e dei servizi indicano principalmente la concorrenza sleale. E’ sufficiente questo dato per comprendere quanto l’economia sia contaminata oggi da fenomeni di illegalità e di abusivismo, che si stanno pericolosamente estendendo e radicando anche nella nostra Regione, complice la crisi economica“.
“Le imprese del commercio, del turismo e dei servizi – rimarca Patrignani – che rappresentano oltre il 55% del tessuto imprenditoriale territoriale e regionale, sono oggi i settori maggiormente esposti, per la loro presenza fisica sul territorio e per la loro funzione sociale, ai fenomeni di abusivismo, di concorrenza sleale e di delinquenza comune. Non possono e non devono essere le imprese a farsi carico, da sole, della propria sicurezza: occorre lavorare sempre di più insieme alle Istituzioni e alle Forze dell’ordine, per il rispetto delle regole, e per ricreare nelle nostre Città e nei territori quel clima di sicurezza che è fondamentale anche per alimentare lo sviluppo“.