- Febbraio 20, 2013
- Posted by: Enrica Esposito
- Categoria: News
Il Ministro per il Turismo, Piero Gnudi, ha presentato in Consiglio dei Ministri il “Piano strategico per lo sviluppo del turismo in Italia”.
Il documento individua i fattori di criticità, attrattività e competitività del nostro Paese nel contesto internazionale e prospetta un quadro di linee guida strategiche per il consolidamento e il rilancio dell’intera filiera.
Queste le linee di intervento individuate:
- governance;
- rilancio dell’Agenzia nazionale del turismo;
- miglioramento dell’offerta;
- incremento della ricettività;
- trasporti e infrastrutture;
- formazione e competenze;
- investimenti.
Il documento riconduce a queste linee 61 azioni, realizzabili in tempi compresi tra i tre mesi e i cinque anni. In una prospettiva temporale al 2020, l’analisi svolta nel Piano stima che un completamento di tutti gli interventi previsti consentirebbe di ottenere fino a 30 miliardi di euro di incremento del PIL e nuovi posti di lavoro.
Le organizzazioni imprenditoriali sono state consultate nella fase di analisi dello scenario ma non hanno potuto partecipare alla stesura del piano. Merita peraltro evidenziare come il Piano abbia recepito alcuni degli obiettivi programmatici contenuti nel documento “Il Turismo lavora per l’Italia”, elaborato da Federalberghi-Confcommercio, con il concorso del sistema associativo e presentato a tutte le forze politiche e allo stesso Ministro nei mesi scorsi.
Tra questi:
- la restituzione al settore di una quota dell’iva;
- l’armonizzazione della tassa di soggiorno e la sua trasformazione in una tassa di scopo da destinare ai Comuni per investimenti di sostegno alle attività turistiche;
- la rottamazione delle strutture ricettive obsolete di piccola dimensione, facilitando il cambio di destinazione d’uso;
- gli incentivi per la riqualificazione del ricettivo;
- il coinvolgimento della Rai nella promozione verso l’estero;
- l’adozione del sistema di classifica “Hotelstars Union”, da diffondere ed applicare in tutte le Regioni italiane;
- l’apertura di un tavolo di confronto con le associazioni di categoria per la ricerca di una soluzione alla problematica delle concessioni demaniali rispondente alla direttiva Bolkestein.