- Gennaio 2, 2013
- Posted by: Enrica Esposito
- Categoria: News
Senza soluzione di continuità sabato 5 gennaio sarà il giorno ponte di passaggio dallo shopping natalizio alla stagione dei saldi invernali in partenza anche nel Cesenate. "Da un sondaggio effettuato su 50 attività campione emerge che, al 30 dicembre, le vendite natalizie, pur nel contesto genralizzato del calo dei consumi – rimarca il direttore Confcommercio Giorgio Piastra -_ sono state tutto sommato soddisfacenti, nel senso che non c'è stata la debacle che molte impenitenti Cassandre avevano profetizzato. Il centro storico e Cesena intera ha registrato grandi afflussi, le vendite sono state in linea con quelle del 2011, il che non autorizza a fare salti di gioia, ma neanche a disperarsi, perché c'è stata una sostanziale tenuta".
“I saldi – aggiunge Piastra _rappresentano un appuntamento annuale irrinunciabile ed anche uno straordinario rito collettivo capace di attrarre l’interesse di quasi sedici milioni di famiglie italiane e di numerosissimi turisti stranieri affascinati dal made in Italy. In questa tornata di saldi invernali la stima nel Cesenate è che la spesa per famiglia oscillerà sui 300-350 euro. Ma, in questo periodo speriamo possano rappresentare una chance per i negozianti del settore moda dopo una stagione come quella di quest’autunno/inverno partita col freno tirato e per i consumatori per soddisfare una necessità e/o un desiderio con l’acquisto di un capo di qualità a prezzo più accessibile. I saldi di quest’anno saranno caratterizzati da qualità, ampiezza di assortimento e soprattutto prezzi, con percentuali di sconto veramente allettanti”. "Per il corretto acquisto degli articoli in saldo – prosegue Piastra – , Confcommercio ricorda alcuni principi di base. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.