- Agosto 1, 2016
- Posted by: Enrica Esposito
- Categoria: News
A seguito di alcuni controlli e conseguenti sequestri effettuati in queste ultime settimane da funzionari ispettivi della Guardia di Finanza diPerugia e di Trieste in alcuni negozi di moda per etichettatura non conforme e per mancanza degli estremi dei produttori, Federazione Moda Italia ricorda a tutti gli operatori commerciali di prestare molta attenzione all’etichettatura dei prodotti tessili che segue, in termini generali, una serie di disposizioni europee (Regolamento UE 1.007/2011) ed italiane (D.Lgs. 194/99 e D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo), al fine di evitare pesanti sanzioni.
Per chi non avesse avuto modo di partecipare agli incontri SOS Etichettatura organizzati da Federazione Moda Italia – Confcommercio si rammenta l’importanza per i commercianti di verificare in particolare che l’etichetta:
- sia in lingua italiana (es. “100% Cotone” e non “100 % Cotton”);
- contenga la composizione fibrosa con la denominazione della fibra scritta per esteso (“100% Cotone” e non “100 CO”) e la percentuale del peso indicata in ordine decrescente (es. “90% Cotone 10% Seta”);
- trovi corrispondenza a quanto scritto nei documenti commerciali (es. se nelle fatture ci deve essere il riferimento alla stessa percentuale di composizione fibrosa indicata in etichetta);
- sia saldamente fissata al prodotto messo in vendita;
- indichi nome, ragione sociale o marchio ed anche sede legale del produttore/importatore (estremi del produttore ex art. 104 del D. Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo); preveda l’indicazione “Contiene parti non tessili di origine animale” (ad esempio per piumini, maglioni con toppe o inserti in pelle, bottoni in madreperla o corno naturale).
Federazione Moda Italia è a disposizione delle aziende per qualsiasi informazione su una materia tanto complessa quanto ancora sconosciuta a moltissime imprese anche manifatturiere.