Tares: ecco perchè non riceviamo più la bolletta dei rifiuti

Anche se non ci abbiamo fatto caso, è da un po’ che non riceviamo più la bolletta dei rifiuti. Come è possibile? Un disguido? Una dimenticanza? Niente di tutto questo.

Causa l’istituzione del nuovo tributo che dovrà assorbire la tariffa dei rifiuti e servire anche a pagare i cosiddetti servizi indivisibili – ad esempio l’illuminazione pubblica – non riceviamo più la “vecchia” bolletta dei rifiuti.
Questo nuovo tributo è la TARES: sono i Comuni che devono deliberare i regolamenti, applicazione e modalità di riscossione, e per farlo hanno tempo fino al 30 di giugno. Per questo, a meno di modifiche alla normativa, difficilmente riceveremo la prima “bolletta” della TARES prima del mese di luglio.

A quel punto non solo dovremo pagare sei mesi di TARES per lo smaltimento dei rifiuti e i servizi indivisibili, ma dovremo anche far fronte all’aumento di quanto già pagavamo, poiché è previsto che i Comuni, su ogni metro quadrato soggetto a TARES, facciano pagare una maggiorazione di 0,30 – elevabile fino a 0,40 – € mq.

Gli aumenti possibili, poi, non si fermano qui: se non verrà neutralizzata la scomparsa dell’IVA e se non saranno confermati i precedenti criteri di calcolo gli aumenti potrebbero esser tali da comportare incrementi dal 25% in su; e a tutto andranno aggiunte le eventuali maggiori richieste del gestore.

In ogni riunione a cui partecipiamo con gli enti pubblici, ed ogni volta che ne abbiamo occasione anche pubblicamente, tramite televisioni e giornali, stiamo evidenziando tutto questo, chiedendo con forza di evitare aggravi non solo insostenibili e iniqui, ma del tutto ingiustificabili in una situazione di crisi che ha comportato, come testimoniato dalle stesse statistiche diffuse dagli enti gestori, una considerevole diminuzione dei rifiuti prodotti dalle imprese.